Per uno studio legale il rispetto dei termini non è un dettaglio organizzativo: è una questione di responsabilità professionale. Un termine perentorio mancato significa decadenza, con conseguenze che ricadono direttamente sull'avvocato e sul cliente. Sapere come calcolare i termini processuali in modo corretto, e soprattutto come tenerli sotto controllo, è una competenza che non ammette improvvisazione.
In questa guida vediamo le regole di computo nel processo civile, i casi che generano più errori e come ridurre il rischio con strumenti adeguati. Resta inteso che ogni calcolo va sempre verificato sul caso concreto e sulla normativa di rito applicabile.
Termini perentori e termini ordinatori
Il primo passo è capire con che tipo di termine si ha a che fare:
- Termini perentori: non sono prorogabili e la loro inosservanza comporta la decadenza (è il caso, ad esempio, dei termini per impugnare). Sono i più delicati, perché non ammettono recupero.
- Termini ordinatori: possono essere prorogati dal giudice, ma solo con istanza presentata prima della scadenza (art. 154 c.p.c.). Una volta scaduti, di regola, si producono comunque effetti preclusivi.
Confondere le due categorie è uno degli errori più costosi: trattare come ordinatorio un termine perentorio porta a perdere la facoltà processuale.
Come si calcolano i termini a giorni
La regola base è nell'art. 155 del codice di procedura civile:
- Nel computo dei termini a giorni si esclude il giorno iniziale (dies a quo non computatur in termino) e si calcola il giorno finale (dies ad quem).
- I termini a mesi o ad anni si computano secondo il calendario comune: scadono nel giorno corrispondente a quello di decorrenza.
- Se il giorno di scadenza è festivo, la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo.
- Il sabato è considerato giorno festivo ai soli fini della scadenza dei termini per il compimento degli atti processuali svolti fuori dall'udienza: un termine che cade di sabato è quindi prorogato al lunedì (o al primo giorno non festivo successivo), fermo restando il regolare svolgimento delle udienze.
Termini liberi e termini a ritroso
Due categorie meritano attenzione particolare:
- Termini liberi: si escludono dal computo sia il giorno iniziale sia quello finale (è il caso, ad esempio, di alcuni termini a comparire).
- Termini a ritroso: si calcolano all'indietro a partire dall'udienza o dall'evento di riferimento (tipico il deposito di memorie o note prima dell'udienza). Per questi termini la proroga in caso di scadenza festiva non opera "in avanti" a favore di chi deposita, perché finirebbe per comprimere il diritto di difesa della controparte: la scadenza, semmai, si anticipa. È una delle insidie più frequenti.
I termini che si calcolano più spesso
Ogni riga apre il calcolatore qui sopra già impostato: resta da inserire la data.
| Termine | Ampiezza e verso | Norma | |
|---|---|---|---|
| Prima memoria integrativa | 40 giorni prima dell'udienza, a ritroso | art. 171-ter, n. 1, c.p.c. | Calcola |
| Seconda memoria integrativa | 20 giorni prima dell'udienza, a ritroso | art. 171-ter, n. 2, c.p.c. | Calcola |
| Terza memoria integrativa | 10 giorni prima dell'udienza, a ritroso | art. 171-ter, n. 3, c.p.c. | Calcola |
| Costituzione del convenuto | 70 giorni prima dell'udienza, a ritroso | art. 166 c.p.c. | Calcola |
| Termine a comparire | 120 giorni liberi prima dell'udienza | art. 163-bis c.p.c. | Calcola |
| Appello, termine breve | 30 giorni dalla notificazione della sentenza | art. 325 c.p.c. | Calcola |
| Ricorso per cassazione, termine breve | 60 giorni dalla notificazione della sentenza | art. 325 c.p.c. | Calcola |
| Impugnazione, termine lungo | 6 mesi dalla pubblicazione della sentenza | art. 327 c.p.c. | Calcola |
| Opposizione a decreto ingiuntivo | 40 giorni dalla notificazione | art. 641 c.p.c. | Calcola |
Calcolo dei termini a ritroso
Le tre memorie dell'art. 171-ter e la costituzione del convenuto si contano all'indietro dall'udienza: si esclude il giorno dell'udienza e si sottraggono i giorni. Con un'udienza fissata al 15 dicembre 2026, la prima memoria scade il 5 novembre e la seconda il 25 novembre. La terza cadrebbe il 5 dicembre, che è sabato: la lettura prevalente anticipa a venerdì 4 dicembre, quella letterale proroga a lunedì 7. Il calcolatore, in casi come questo, mostra tutte e due le date. Le memorie hanno una guida propria sulle memorie integrative dell'art. 171-ter, il caso del convenuto è nella guida al termine di costituzione in giudizio e il contrasto sul sabato in quella sul calcolo dei termini a ritroso.
Termini liberi
Nel termine libero si escludono sia il giorno iniziale sia quello finale, quindi fra i due estremi devono restare interi tutti i giorni previsti. Il caso tipico è il termine a comparire: fra la notifica della citazione e l'udienza devono passare 120 giorni liberi, 150 se la notifica va fatta all'estero. Nel calcolatore basta attivare «Termine libero». Gli altri termini liberi del codice sono raccolti nella guida ai termini liberi nel processo civile e il caso della citazione in quella sul termine a comparire.
Termini a mesi e ad anni
Si contano sul calendario comune: il termine scade nel giorno del mese corrispondente a quello di decorrenza, e se quel giorno non esiste (il 31 in un mese di trenta giorni) nell'ultimo giorno del mese. La sospensione feriale qui non vale «un mese»: si aggiungono i 31 giorni di agosto. Una sentenza pubblicata il 10 marzo 2026 si impugna con il termine lungo entro il 10 settembre più 31 giorni, cioè l'11 ottobre 2026, domenica, prorogato a lunedì 12 ottobre.
Appello, termine breve e termine lungo
Il termine breve decorre dalla notificazione della sentenza: 30 giorni per l'appello, 60 per il ricorso per cassazione. Se la sentenza non è notificata vale il termine lungo di sei mesi dalla pubblicazione. Il conto completo, con la sospensione feriale e l'ordine delle operazioni, è nella guida al calcolo del termine per l'impugnazione; quanto costa l'impugnazione in contributo unificato lo dice il calcolatore del contributo unificato.
La sospensione feriale dei termini
I termini processuali sono sospesi dal 1° al 31 agosto di ogni anno (legge 742/1969, con la durata ridotta a un mese dal d.l. 132/2014). Durante questo periodo i termini non decorrono e riprendono al termine della sospensione.
Attenzione: la sospensione feriale non si applica a tutte le materie (sono esclusi, ad esempio, diversi procedimenti caratterizzati da urgenza). Anche qui, la verifica sul rito applicabile è indispensabile.
Gli errori più frequenti nel calcolo dei termini
Nella pratica quotidiana i termini saltano quasi sempre per gli stessi motivi:
- non considerare la sospensione feriale di agosto;
- sbagliare il dies a quo o dimenticare la proroga per festivo o sabato;
- trattare un termine perentorio come prorogabile;
- gestire le scadenze su agende cartacee o fogli Excel non collegati alle pratiche, dove un'omissione non viene intercettata da nessun controllo automatico.
L'ultimo punto è il più sottovalutato: il problema raramente è la regola di computo in sé, è la mancanza di un sistema che ricordi la scadenza alla persona giusta, al momento giusto.
Tenere i termini sotto controllo con il gestionale
Il modo più sicuro per non mancare un termine è non affidarlo alla memoria. In un software gestionale per studi legali l'agenda e lo scadenzario calcolano i termini a partire dalle date della pratica, applicano le regole di computo e inviano promemoria automatici ai responsabili, così la scadenza è sempre tracciata e condivisa, non legata al singolo professionista.
Collegare termini e udienze alla pratica significa anche avere uno storico verificabile di cosa è stato fatto e quando: un presidio che, in caso di contestazione, fa la differenza. Per approfondire la gestione operativa, vedi anche la nostra guida alla gestione delle scadenze legali.
Domande frequenti
Come si calcola il dies a quo di un termine processuale?
Nel computo dei termini a giorni si esclude il giorno iniziale (dies a quo) e si calcola quello finale (dies ad quem), secondo l'art. 155 c.p.c. In pratica il conteggio parte dal giorno successivo a quello in cui il termine inizia a decorrere.
Cosa succede se un termine scade in un giorno festivo o di sabato?
Se la scadenza cade in un giorno festivo, è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo. La stessa proroga vale per i termini che scadono di sabato, limitatamente agli atti processuali da compiere fuori dall'udienza. La regola, però, non si applica nello stesso modo ai termini calcolati a ritroso.
Quando sono sospesi i termini per la sospensione feriale?
I termini processuali sono sospesi dal 1° al 31 agosto di ogni anno. In questo periodo non decorrono e riprendono a decorrere dal 1° settembre, salvo le materie escluse dalla sospensione per ragioni di urgenza.
Qual è la differenza tra termine perentorio e termine ordinatorio?
Il termine perentorio non è prorogabile e la sua inosservanza comporta decadenza. Il termine ordinatorio può invece essere prorogato dal giudice, ma solo con istanza presentata prima della scadenza. Riconoscere la natura del termine è essenziale per valutare i margini di azione.
Come si calcolano le memorie dell'art. 171-ter?
A ritroso dall'udienza di prima comparizione: 40 giorni prima per la prima memoria, 20 per la seconda, 10 per la terza. Si esclude il giorno dell'udienza e si contano i giorni all'indietro, saltando il periodo dal 1° al 31 agosto se cade nell'intervallo.
Come si calcola il termine lungo per impugnare?
Sei mesi dalla pubblicazione della sentenza, sul calendario comune (art. 327 c.p.c.). Se nel periodo cade agosto si aggiungono 31 giorni per la sospensione feriale, e se la scadenza così ottenuta è festiva o di sabato slitta al primo giorno non festivo successivo.
Cos'è un termine libero?
È un termine in cui si escludono dal computo sia il giorno iniziale sia quello finale. Il caso più comune è il termine a comparire dell'art. 163-bis c.p.c.: fra la notifica della citazione e l'udienza devono restare 120 giorni interi.

