Le righe della fattura dell'avvocato seguono un ordine fisso. Le percentuali le conoscono tutti; si sbaglia la base su cui ognuna si applica. Il 4% calcolato sul solo onorario, la ritenuta presa anche sul contributo integrativo, il 15% di spese generali messo fra le anticipazioni: sono tre errori diversi, e tutti e tre producono una fattura che sembra giusta.
Il calcolatore qui sopra scrive accanto a ogni riga la base su cui l'ha calcolata. Funziona in avanti, dal compenso, e al contrario: dal netto che il cliente deve bonificare, o dal totale della fattura, risale al compenso da indicare.
L'ordine delle righe in fattura
| # | Voce | Come si calcola |
|---|---|---|
| 1 | Compenso | quello concordato o liquidato |
| 2 | Spese generali | 15% del compenso (DM 55/2014, art. 2, comma 2) |
| 3 | Spese imponibili dello studio | trasferte e spese con documento intestato allo studio, riaddebitate |
| 4 | Contributo integrativo Cassa Forense | 4% di (1 + 2 + 3) |
| 5 | Imponibile IVA | 1 + 2 + 3 + 4 |
| 6 | IVA | 22% dell'imponibile |
| 7 | Anticipazioni per il cliente | contributo unificato, notifiche, bolli, con documento intestato al cliente: fuori campo IVA |
| 8 | Totale fattura | 5 + 6 + 7 |
| 9 | Ritenuta d'acconto | 20% di (1 + 2 + 3), solo se il cliente è sostituto d'imposta |
| 10 | Netto a pagare | 8 − 9 |
Il contributo integrativo e la ritenuta hanno la stessa base: compenso più spese generali più spese imponibili. Il 4% entra invece nell'imponibile IVA, ma non nella base della ritenuta, perché non è un compenso dell'avvocato: è una somma che lo studio incassa e riversa alla Cassa. Il dettaglio di ciascuna voce sta nelle schede sulla ritenuta d'acconto e sul contributo integrativo.
Un esempio completo
Compenso di 3.000 euro, 200 euro di contributo unificato anticipato per il cliente, cliente società di capitali.
| Riga | Importo |
|---|---|
| Compenso | 3.000,00 |
| Spese generali 15% | 450,00 |
| Totale compensi | 3.450,00 |
| Contributo integrativo 4% su 3.450,00 | 138,00 |
| Imponibile IVA | 3.588,00 |
| IVA 22% | 789,36 |
| Anticipazioni escluse | 200,00 |
| Totale fattura | 4.577,36 |
| Ritenuta d'acconto 20% su 3.450,00 | −690,00 |
| Netto a pagare | 3.887,36 |
Sulla stessa fattura è dovuto anche il bollo da 2 euro, perché i 200 euro di anticipazioni superano i 77,47 euro non soggetti a IVA.
Lo scorporo: dal netto al compenso
Spesso il cliente ha già un importo in mente, il netto che bonificherà o il totale che vuole vedere in fattura, e serve il compenso da scrivere. Lo scorporo inverte la sequenza. Ogni euro di totale compensi (compenso più spese generali) produce 1,04 euro di imponibile, 1,2688 di totale fattura e, con la ritenuta, 1,0688 di netto. Quindi:
- dal netto con ritenuta: totale compensi = (netto − anticipazioni) ÷ 1,0688;
- dal netto senza ritenuta, o dal totale: totale compensi = (totale − anticipazioni) ÷ 1,2688;
- compenso = (totale compensi − spese imponibili) ÷ 1,15.
Un netto di 3.887,36 euro con 200 euro di anticipazioni torna così a 3.000 euro di compenso. Con importi tondi, invece, gli arrotondamenti al centesimo di ogni riga non sempre permettono di ritrovare il netto esatto: il calcolatore cerca il compenso che ci arriva più vicino e, se resta un centesimo di differenza, lo dice.
La fattura in regime forfettario
In forfettario la fattura perde due righe: non c'è IVA in rivalsa e non c'è ritenuta d'acconto, nemmeno se il cliente è un'impresa. Restano il compenso, le spese generali e il contributo integrativo del 4%, che è dovuto alla Cassa a prescindere dal regime fiscale. In fattura va scritta la dichiarazione che il compenso non è soggetto a ritenuta: senza quella riga il cliente prudente la trattiene lo stesso.
Siccome tutta la fattura è senza IVA, il bollo da 2 euro scatta appena il totale supera 77,47 euro, cioè quasi sempre. Soglia di accesso, coefficiente e uscita dal regime sono nella scheda sul regime forfettario dell'avvocato.
Quando la ritenuta non si applica
La ritenuta del 20% la opera il cliente che è sostituto d'imposta: società, enti, imprese individuali, professionisti, condomini. Non si applica alla fattura emessa al privato consumatore né al committente estero senza stabile organizzazione in Italia. In quei casi il netto a pagare coincide con il totale fattura. Il momento rilevante è il pagamento: una fattura di dicembre pagata a gennaio produce una ritenuta di gennaio.
Il bollo da 2 euro
Il bollo è dovuto sulle fatture che riportano importi non soggetti a IVA oltre 77,47 euro. In regime ordinario sono le anticipazioni per conto del cliente: l'Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 491 del 2021, ha chiarito che anche la sola parte di anticipazioni fa scattare l'imposta se supera la soglia. In forfettario è l'intero importo. Il calcolatore indica se è dovuto ma non lo somma ai totali: se lo studio lo riaddebita al cliente, va aggiunto come voce a parte.
Dalla fattura alla pratica
Una fattura calcolata a mano, o in un foglio di calcolo che nessuno rilegge, va rifatta ogni volta che cambia il cliente: privato o società, ordinario o forfettario, con o senza anticipazioni. In un gestionale per studi legali quelle impostazioni stanno sull'anagrafica, e la fattura nasce dalla pratica con le anticipazioni già registrate e le basi già giuste. In QuantumX la parcella parte dai tempi e dalle spese della pratica, e il resto del ciclo, dalla nota spese alla parcellazione, segue da lì. Sul formato elettronico e sul blocco della cassa previdenziale c'è la guida alla fatturazione elettronica per avvocati.
Domande frequenti
Come si calcola la fattura di un avvocato?
Al compenso si aggiungono le spese generali del 15%, poi il contributo integrativo Cassa Forense del 4% su compenso e spese generali, poi l'IVA al 22% su tutto. Le anticipazioni per conto del cliente si sommano fuori campo IVA. Se il cliente è sostituto d'imposta, dal totale si toglie la ritenuta del 20% calcolata su compenso e spese generali.
La ritenuta d'acconto si calcola anche sul 4% della Cassa?
No. La ritenuta si applica al compenso più le spese generali, non al contributo integrativo, che non è un compenso dell'avvocato ma una somma destinata alla Cassa Forense. Su una fattura da 3.000 euro di compenso la ritenuta è di 690 euro, non di 717,60.
Come si fa lo scorporo di una fattura dell'avvocato?
Si parte dal netto a pagare, si tolgono le anticipazioni e si divide per 1,0688 se c'è la ritenuta, per 1,2688 se non c'è: si ottiene il totale dei compensi, che diviso per 1,15 dà il compenso al netto delle spese generali.
In regime forfettario si applica il contributo integrativo?
Sì. Il 4% è dovuto alla Cassa Forense qualunque sia il regime fiscale dell'avvocato, e si calcola sulla stessa base del regime ordinario. In forfettario mancano solo l'IVA e la ritenuta d'acconto.
Quando va il bollo da 2 euro sulla fattura dell'avvocato?
Quando la fattura riporta più di 77,47 euro non soggetti a IVA: in forfettario quasi sempre, in regime ordinario quando le anticipazioni per conto del cliente superano quella soglia.
Il calcolo ha finalità informative e non sostituisce la verifica con il consulente fiscale dello studio sul caso concreto.


